martedì 24 febbraio 2015

☠ inconsapevoli sfruttatori ☠

Per molte persone andare al supermercato e fare la spesa sembra una cosa naturale. Ma quanti si chiedono cosa stanno veramente comprando? Quanto quel dato alimento sfrutta colture, allevamenti e manodopera? Quante sostanze tossiche stiamo ingerendo e quante sono rilasciate nell'ambiente?

QUANTO CI APPARE INNOCUA QUESTA IMMAGINE?
Poche, davvero troppo poche. Il mio discorso non si orienta a un dato tipo di dieta: che sia onnivora, vegetariana o vegana la nostra alimentazione dovrebbe essere volta ad un consumo etico per noi stessi, per gli altri e per la natura.

Il sistema in cui viviamo ha completamente stravolto il corso della natura, grandi multinazionali "governano" il pianeta e noi siamo schiavi di questi onnipotenti padroni. In un mondo ideale tutto questo non dovrebbe esistere ma purtroppo volente o nolente noi ne siamo risucchiati.

Più andiamo avanti con questo sistema più in realtà ritorniamo ad un tempo di schiavitù, fatto di catene che non vediamo, non sentiamo ma proprio per questo pesano più delle vecchie catene di ferro, che in quanto tangibili potevano essere distrutte.

Ma cosa possiamo fare concretamente noi che siamo minuscoli nei confronti di questo sistema? In effetti essendo molti potremmo fare molto, siamo piccole gocce d'acqua che insieme possono formare un grande mare.

Informarsi sempre e comunque è la cosa più importante: grazie alla rete, se ben utilizzata, possiamo facilmente documentarci su quali prodotti alimentari e non sfruttano manodopera e ambiente, e a nostra volta, grazie alla "facile" divulgazione, informare chi informato non è.

Evitare come la peste i prodotti delle multinazionali, leggere attentamente le etichette dei cibi, preferire la frutta e la verdura stagionale, comprare direttamente dai piccoli produttori, evitando così i lunghi percorsi e le lunghe trasformazioni dei cibi.

immagine tratta da www.jambofidenza.it
Preferire alimenti grezzi che oltre ad essere più salutari e nutrienti non distruggono l'ambiente nei processi di raffinazione. Non cercare alimenti "esotici" che molto spesso provengono da mondi lontani dove i regimi delle multinazionali sfruttano in ogni modo milioni di lavoratori.

Questo è un discorso generale, sono moltissimi i punti che andrebbero eviscerati, analizzati e studiati profondamente.

Non volendo impelagarmi nella futile melassa della nostalgia direi per fare un passo avanti né dovremmo fare qualcuno indietro. 

Ma invero parafrasando Guccini in una bellissima canzone "dobbiamo andare avanti" in questa guerra che forse permetterà ai nostri figli e nipoti di riavere un mondo che segue l' unica regola che tutto mette in equilibrio: quella della natura.




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